Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta

Con il Medioevo inizia a diffondersi la consuetudine di decorare l’esterno di edifici e palazzi con colorati dipinti ed affreschi. Questa abitudine con il tempo divenne prassi comune, allargandosi a tutti i ceti sociali. Nel Cinquecento, le facciate dei palazzi veronesi erano talmente adorne di affreschi, fregi e decorazioni che Verona era nota come “urbs picta”, la città dipinta. La progettazione degli edifici veniva addirittura concepita in modo da lasciare ampi spazi sulle facciate atti ad ospitare affreschi e dipinti; in alcuni casi le decorazioni erano modeste e si limitavano a piccole immagini sacre, in altri casi ricoprivano interamente le superfici esterne.
Gli agenti atmosferici, le devastanti inondazioni del fiume Adige e l’inquinamento hanno purtroppo quasi completamente cancellato questo patrimonio, e solo qui e là si possono oggi ammirare piccole immagini votive, decorazioni a volute rinascimentali, trompe l’oeil, affreschi colorati ed altre pitture murali.
Ma se molto è andato perso, altrettanto è stato raccolto, restaurato con cura e conservato per i posteri. Riaperto nel 2015 dopo un sapiente restauro, il Museo degli Affreschi G. B. Cavalcaselle conserva, fra le altre opere e sculture di varie epoche, una grande collezione di affreschi, eterogenei per dimensioni, soggetto ed epoca.
Il Museo ha sede nell’area di un complesso conventuale le cui origini risalgono al XIII secolo, e che fu nei secoli rinnovato e ristrutturato fino alla sua forma attuale.

A pochi passi dal Museo, all’interno del medesimo complesso, si trova la Tomba di Giulietta. Secondo una tradizione già viva nel XVI secolo presso questo sarcofago di marmo rosso si consumò il tragico epilogo dell’opera shakespeariana.
Una visita interessante per inguaribili romantici e non.