I piccoli tesori nascosti

Verona sorge all’interno di un’ansa del fiume Adige che, se da un lato ha rappresentato un provvidenziale baluardo naturale contro invasori e nemici, dall’altro ne ha limitato l’ampliamento.
La prosperità di Verona –  centro vibrante di commerci e traffici, culturalmente attivo e decisamente florido –  si è pertanto potuta esprimere in un territorio sostanzialmente circoscritto.  È perciò abbastanza naturale che ogni angolo, ogni casa, ogni via, rechino vestigia e tracce di differenti epoche, affastellate le una sulle altre in un piacevolissimo disordine di stili.
Lapidi, colonne, iscrizioni romane sono sparse un po’ ovunque (si pensi solo che le pietre dell’Arena furono utilizzate per oltre 1.000 anni quale comune materiale da costruzione!), e moltissimi palazzi recano tracce di affreschi, fregi e decorazioni di varie epoche.
Alcuni tesori – i principali – sono noti e ben indicati, altri stanno loro accanto da secoli, meno visitati ma non per questo meno degni di nota
… eccone solo alcuni:

 

Oltre l’Adige

Veronetta è il quartiere di Verona che si trova al di là dell’ansa dell’Adige. È una zona residenziale e poco turistica, ma questo non significa che non ci sia molto da vedere. Via XX Settembre, Via Trezza e Via Carducci sono ricche di palazzi dalle belle facciate, i cui portoni si aprono su cortili e giardini interni. Dopo il Cinquecento, infatti, i terreni a sinistra dell’Adige erano ambiti dalle ricche e nobili famiglie, che vi potevano edificare sontuose dimore circondate da ampi giardini.

Il più maestoso, elegante e vasto è il Giardino Giusti.
Nel 1570 il nobile Agostino Giusti – discendente da una famiglia di ricchi mercanti di lana stabilitisi a Verona secoli prima – commissionò la costruzione di un palazzo-giardino che, qualche secolo più tardi, fu lodato ed ammirato anche da Wolfgang Goethe (“Viaggio in Italia: da Verona a Venezia” 17 Settembre 1786). Il giardino sorge su un terreno che la famiglia acquistò agli inizi del Trecento sulla riva sinistra dell’Adige per installarvi un opificio per la tintura dei panni. Ricco di scorci romantici e suggestivi, di rare varietà botaniche e di elementi artistici ed architettonici, vanta anche una propria collezione di epigrafi romane. Un’oasi inaspettata nel cuore di Verona!

Il quartiere di Veronetta offre tante altre meraviglie. Avventuratevi lungo le pendici del monte a scoprire la Corte del Duca, o la Salita Fontana del Ferro, senza perdere l’occasione di una sosta, anche fugace, nella chiesa di San Giovanni in Valle.
Interessante esempio di romanico veronese, viene menzionata già a partire dal VIII sec. D.C.; la sua forma attuale risale al XII secolo. Nella cripta si trovano due sarcofagi paleocristiani che indicano come nella zona fosse presente un’area cimiteriale risalente, probabilmente, alle origini del Cristianesimo a Verona.
Sul fianco destro vi sono i resti dell’assolato e ridente chiostro e una parte del campanile, di epoca romanica.

Le vicinanze di Piazza Isolo – così chiamata in quanto, fino alla fine del XIX secolo, era un’isola in mezzo all’Adige – oltre a bellissime viste sul fiume propongono le sorprendenti meraviglie del coro ligneo a tarsie della chiesa di Santa Maria In Organo. Le tarsìe, realizzate alla fine del XV secolo da Fra’ Giovanni da Verona, raffigurano con un incredibile senso prospettico ed illusionistico paesaggi, libri, strumenti musicali, persone, architetture, poliedri, animali, oggetti religiosi. Sono considerate all’apice dell’arte della tarsia, nata direttamente dalle scoperte prospettiche a cui collegò con naturalezza tecniche e temi.

 

Via Sottoriva

E’ una delle strade più caratteristiche di Verona, presente nel medesimo luogo e direzione fin dall’epoca romana. Di questa epoca non resta più nulla – salvo forse nelle cantine degli edifici che la fiancheggiano, molti dei quali edificati nel XIII e XIV secolo. Un lato è interamente percorso da un porticato dalle linee severe, sul quale affacciano abitazioni e fondaci una volta utilizzati dai molinari, che operavano nei mulini allora numerosissimi sull’Adige. Nei mulini si macinavano, oltre ai cereali, anche terre coloranti, zolfo, calcina e corteccia di quercia per la concia delle pelli; sparirono alla fine del XIX secolo quando, dopo la tremenda inondazione del 1882, furono edificati i muraglioni a protezione della città.
Ora i portici di Via Sottoriva sono occupati da osterie e ristoranti che, all’ombra dei volti lambiti dalla brezza del fiume, propongono le pietanze ed i vini della tradizione veronese.

Ad un capo della Via Sottoriva si trova l’altrettanto deliziosa Piazzetta Pescheria, mentre dall’altro la strada si apre in Piazzetta Bra’ Molinari, anticamente occupata dall’Adige e dai suoi mulini.

 

Ponte Pietra

Collega le due sponde dell’Adige fin da prima dell’epoca romana, ed è un’opera imponente e mirabile.

Percorrendolo verso est, si scorge sulla sinistra la piccola chiesa di Santo Stefano. La facciata romanica racchiude un interno dalle linee pulite, rese ancor più aggraziate dai delicati affreschi.

Ritornando sui propri passi, poco prima di giungere al Ponte Pietra, dall’altro lato della strada sono visibili alcuni gradini di pietra: da qui si avvia un viottolo che arrampica fino al Castel San Pietro. È una passeggiata che si inerpica lungo il fianco della collina, lambendo il Teatro Romano ed alcuni luoghi davvero suggestivi e nei quali il tempo pare essersi fermato: la presenza di (numerosi!) gradini rende infatti impossibile il transito alle automobili. Il panorama da Castel San Pietro è affascinate ed indimenticabile, e non manca nemmeno – una volta giunti a destinazione – la possibilità di rifocillarsi e riposarsi. Castel San Pietro è raggiungibile anche in auto, ma la salita a piedi è un’esperienza incantevole.

 

Il Duomo

E’ senz’altro una delle principali attrazioni di Verona. Quello che può però sfuggire sono le piccole gemme che lo circondano.

A partire dal Chiostro. Vi si accede da un volto poco significativo situato di fronte al piccolo portico quattrocentesco della Chiesa di Sant’Elena; è caratterizzato da un doppio ordine di archi e sono visibili ampie porzioni del pavimento a mosaico della prima chiesa paleocristiana che insisteva nella medesima area.

All’interno del Duomo si può ammirare la stratificazione delle chiese qui edificate fin dall’epoca paleocristiana. Vale la pena anche una visita al battistero di San Giovanni In Fonte, costruito nel XII sec. Al suo interno si può ammirare una gigantesca vasca battesimale ottagonale dell’inizio del XIII sec., ricavata da un unico blocco di marmo e decorata da squisiti bassorilievi con storie dell’infanzia di Gesù.

Ritornando verso Piazza Erbe, in Via San Mamaso 2, si potrà ammirare la coloratissima e pregevole facciata tardo gotica del Palazzo Miniscalchi.

 

Corso Porta Borsari

Sorge sul tracciato dell’antica Via Postumia e congiunge Piazza Erbe con Porta Borsari, che prende il nome attuale – in origine era Porta Iovia –  dai borsari, gli addetti alla riscossione del dazio.
Da corso Porta Borsari si dipartono numerosi vicoli, molti dei quali conducono a luoghi incantevoli e di grande fascino.

A poca distanza da Piazza Erbe, un arco romanico immette in Corte Sgarzerie, al centro della quale sorge una grande Loggia di epoca scaligera. Il nome è evocativo: qui avevano infatti luogo le lavorazioni finali, la misurazione e le contrattazioni della lana. Fin da prima dell’anno 1000, ed a tutto il XIV secolo, la lavorazione della lana era una delle principali attività veronesi, e quella della lana era fra le più importanti Arti cittadine; il panno di Verona, qui prodotto secondo tecniche di produzione proprie, era famoso in tutto il mondo allora conosciuto.

Ma i tesori di Corte Sgarzerie non si esauriscono con la bella e leggiadra Loggia che la occupa quasi interamente.
Come spesso accade a Verona, le opere di manutenzione a cantine ed interrati portano alla luce tesori sepolti da millenni. Ed è così che alcuni ristoranti possano servire l’aperitivo accanto al basamento di un tempio di epoca imperiale, o che una massiccia colonna tortile romana faccia da sfondo alle merci esposte in una vetrina.
In Corte Sgarzerie, proprio al di sotto della Loggia, tra il 1988 ed il 2004, è stato portato alla luce un ampio tratto del portico che, in epoca romana, circondava su tra lati il Campidoglio – il principale tempio cittadino, dedicato a Giove Giunone e Minerva.  E’ accessibile solo in alcuni giorni della settimana, ma la visita rende bene l’idea di quanti e quali meraviglie siano ancora conservate nel grembo di Verona.

Proprio al Campidoglio si accede attraversando Corso Porta Borsari e percorrendo la breve salita di Vicolo San Marco in Foro. Scendendo nuovamente verso Corso Porta Borsari lungo Vicolo Corticella San Marco ci si trova di fronte alla minuscola chiesa di San Giovanni in Foro, risalente al XII secolo.

Verso il fondo del Corso, poco prima della Porta Romana, un angusto e breve vicolo conduce verso la chiesa di San Matteo, ora sconsacrata. Poco prima di raggiungerla un modesto portale immette in Vicolo del Guasto: percorrendolo, fiancheggerete una porzione delle imponenti e candide Mura di Gallieno che, in epoca romana, difendevano il lato sud della città.