Il Medioevo a Verona

Sotto il dominio Scaligero, il Medio Evo veronese visse un altro momento di prosperità ed espansione: rinacquero gli scambi ed il commercio, e con essi l’architettura e l’arte. In questo periodo ebbe fra l’altro inizio la tradizione di dipingere esternamente le facciate delle case comuni, iniziando un percorso decorativo che, secoli dopo, portò Verona ad essere la città più affrescata d’Italia procurandole nel Rinascimento l’appellativo di “urbs picta”.
Benché numerosi edifici medievali si trovino sparsi in tutto il centro storico, i più degni di nota sono concentrati nelle zone adiacenti a Piazza Erbe: Piazza dei Signori, i cui contorni furono definiti dai palazzi voluti dagli Scaligeri per loro abitazioni o magistrature, le Case Mazzanti, il Cortile Mercato Vecchio attorno al quale si snoda il Palazzo della Ragione e dominato dalla Torre dei Lamberti, iniziata nel 1172 dall’alto della quale si gode una spettacolare vista su tutta Verona.
A poca distanza una piccola e delicatissima meraviglia: le Arche Scaligere; questi monumenti funebri, nei quali sono sepolti i principi di Verona, segnano uno dei momenti più significativi di passaggio fra il Romanico ed il Gotico, del quale rappresentano uno dei pochissimi esempi veronesi. Sul loro sfondo sorge la piccola e regalmente sobria Chiesa di Santa Maria Antica, chiesa gentilizia degli Scaligeri; risale probabilmente al Sec. VIII, ma fu ricostruita nelle sue attuali forme dopo il terremoto del 1117.
Il Castelvecchio – in origine denominato San Martino in Acquaro, e denominato “Vecchio” solo dopo la costruzione dell’asburgico Castel San Pietro, nel Sec. XIX – rappresenta un’altra imponente opera architettonica scaligera. Edificato assieme al Ponte Scaligero, che da esso si diparte, fra il 1354ed il 1375, è stato portato alla sua forma attuale dopo un’opera di restauro ed ambientazione avviata nel 1958 da Carlo Scarpa e terminata nel 1975. Castelvecchio è sede dell’omonimo Museo.