Enogastronomia a Verona

Verona ha da secoli un inguaribile idillio con l’enogastronomia.
Già in epoca romana erano famosi i vini della Valpolicella ed alcuni fra i più noti piatti tipici veronesi hanno radici che affondano nel medioevo.

Con una tale tradizione, non stupisce che strade e piazze di Verona siano punteggiate da bar, tavole calde, enoteche, trattorie, taverne e ristoranti gourmet – comodamente adagiati davanti agli imponenti palazzi signorili, raggruppati in festosa confusione nella piazza del mercato, o appartati nelle ridenti e colorate piazzette.
Ce n’è davvero per tutti i gusti: dalle osterie rustiche che propongono sapori forti e pungenti, alle trattorie che servono i piatti della tradizione rivisitati con garbata creatività, agli Chef pluristellati che hanno esteso e diversificato la loro proposta. Pizzerie e bar completano l’amplissima e gustosa offerta, che non mancherà di soddisfare ogni palato: carnivori incalliti, amanti del pesce, vegetariani convinti, irriducibili dell’happy hour, oltranzisti dello snack e golosi di ogni genere non vedranno deluse le proprie aspettative.

Cosa propone la tradizione?
Ai veronesi sono particolarmente care le lasagne sfogliate a mano accompagnate da sughi bianchi e rossi; la “pastissada”, carne macerata nell’Amarone e cotta con pazienza e grande cura, o le carni bollite servite con salse agrodolci o piccanti. Regina degli insaccati è la soppressa, un salame morbido e speziato abitualmente proposta sopra una fumante fetta di polenta. E poi i gustosi gnocchi di patate, gli asparagi bianchi o verdi, il riso in tutte le sue declinazioni, i piselli della collina e la frutta della pianura fluviale, i formaggi di alpeggio, il delicato olio di oliva del Garda che accompagna i suoi pesci più pregiati.
E non mancano certo i dolci: il soffice pandoro ed il nadalin dei mesi invernali, le delicate “favette” di mandole e di pastafrolla dell’autunno, le croccanti sfogliatine al burro e le preparazioni tipiche di molte pasticcerie, che le offrono in profusione custodendone tuttavia gelosamente le ricette.

Da bere? Ma del buon vino, ovviamente. Rosso, bianco o rosé, Soave, Valpolicella, Custoza o Amarone, secco o amabile, servito ghiacciato o da degustare a temperatura ambiente … non c’è che da scegliere.
Perché a Verona, terra fertile e di abbondanti messi, l’enogastronomia è parte integrante del patrimonio storico e culturale.